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int main (int, char**)
{
}

Siamo nel 2005, tutto è possibilefurlan wrote:Ma non è possibile... e chi è che paga?
xlyz wrote:guardate che è stata affossata perchè rischiava di essere approvato l'emendamento proposto da Rocard, che avrebbe effettivamente impedito i brevetti software
A leggere in giro pare che le motivazioni reali alla base dell'ampia convergenza debbano essere ricercate nel fatto che nssuno dei due schieramenti abbia voluto rischiare il risultato pittosto che nel fatto (denunciato da più parti) che sia stato un voto di rabbia nei confronti della prepotenza mostrata dal Consiglio sulla vicenda.codadilupo wrote:Suppongo sia successo solo perché avevano paura che passasse anche un solo emendamento a inficiare il loro sporchissimo gioco
Quoto in pieno, non bisogna dormire sugli allorirandomaze wrote:A leggere in giro pare che le motivazioni reali alla base dell'ampia convergenza debbano essere ricercate nel fatto che nssuno dei due schieramenti abbia voluto rischiare il risultato pittosto che nel fatto (denunciato da più parti) che sia stato un voto di rabbia nei confronti della prepotenza mostrata dal Consiglio sulla vicenda.
A questo punto va detto che prima o poi un nuovo tentativo di armonizzazione dei brevetti in Europa verrà fatto. Resta da vedere chi lo farà, con quali scopi e con quali modalità verra presentato.

Capito in mano a chi siamo?Il ministro per lInnovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, ha espresso rammarico per la bocciatura della Direttiva sulla brevettabilità del software da parte del Parlamento europeo, in quanto lEuropa aveva ed ha bisogno di un quadro certo di norme su questo fronte. Al tempo stesso il ministro ha però rilevato che è meglio nessuna direttiva piuttosto di una insoddisfacente.
[...]
Il nostro Governo ha dato tutto il suo contributo per ottenere una buona norma. Liter del provvedimento è stato molto travagliato e spesso caratterizzato da contrapposizioni ideologiche, anziché dalla volontà di risolvere il problema. Questa è la causa principale della bocciatura della direttiva che stava per essere messa in votazione. La vastissima maggioranza con cui si è manifestata questa decisione del Parlamento europeo va rispettata ed interpretata come una volontà di avviare il nuovo percorso in termini sperabilmente rapidi, ha concluso il ministro per lInnovazione e le Tecnologie.